La pazienza: chiave per annullare l’ansia e l’eccesso di controllo

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santa pazienza“Pazienza”, una parola densa di significato.

Colui che aspetta, si dispera e si confonde, soprattutto quando si scontra con l’incertezza di non sapere quando avverrà ciò che aspetta.

Non stancatevi di aspettare.

La ricompensa sta attendendo che abbiate pazienza.

Tuttavia, la pazienza è più che l’attesa: è l’aspettativa calmata, è una sorta di pausa dei nostri desideri.

La pazienza non ci addormenta i sensi, bensì si impone contro l’angoscia e ci sveglia.

È difficile da capire, ma avere pazienza non significa caricarsi di stress e sopportare fino a non poterne più ed esplodere. Si tratta di un’arte capace di liberarci da cariche emotive superflue, che ci permette di permanere in uno stato di pace.
Se sarai paziente in un momento d’ira, sfuggirai a cent’anni di tristezza”.

Alcune filosofie orientali parlano del dono della pazienza come se fosse una forza che la nostra mente utilizza per comunicare al resto del corpo che ciò che si aspetta, arriverà.

Le cose belle del mondo richiedono pazienza: un amore complicato, una persona quasi inarrivabile, una preparazione fisica, un concorso…

Insomma, qualsiasi meta o qualsiasi traguardo che ci mettiamo in testa. Bisogna ricoprirsi di un velo di entusiasmo e passione.

Spesso, crediamo che la vita ci stia dicendo “No”, mentre, in realtà, ci sta solo dicendo “Aspetta”. Diventiamo impazienti e, di conseguenza, il nostro nervosismo (controllo) ci spinge a commettere errori.

A volte ci sentiamo stanchi, avvertiamo che i nostri amici, il nostro partner o le nostre aspettative irrealizzate ci esasperano, finendo per credere che niente di quel che volevamo creare arriverà e che la vita non è fatta per noi.

erodoto-la-fretta-genera-lerrore-in-ogni-cosa-wall-sticker-adesivo-da-muroLa pazienza: una regina annientata dalla velocità

“Il segreto della pazienza è ricordare che il dolore è temporaneo e la ricompensa è eterna”.

Colui che resiste, vince.

Tuttavia, se consideriamo l’interesse che normalmente, mettiamo nel coltivare questa qualità, ci rendiamo conto che la pazienza è una regina ormai annientata.

Ci viene insegnato che dobbiamo primeggiare in tutto, emergere sugli altri, correre.

Se affrontiamo le cose pazientemente, gli altri ci lasciano fuori dal gioco, ci fanno capire che non valiamo abbastanza.

Ciononostante, è bene sapere che tutti i traguardi richiedono tempo e pazienza: questi due strumenti, infatti, sono imprescindibili pre raggiungere i nostri obiettivi.

Lavorare sulla pazienza per conoscere sé stessi

“Comprendere sé stessi richiede pazienza e tolleranza; l’Io è un libro composto da molti capitoli, impossibile da leggere in un unico giorno. Tuttavia, quando inizi a leggerlo, devi leggerne ogni parola, ogni frase, ogni paragrafo, perché in essi vi sono gli indizi della totalità. Il principio è in essenza il finale. Se sai leggere, potrai trovare la saggezza suprema”.
Jiddu Krishnamurti

pazienzaI grandi saggi sono persone calme, pazienti e sicure di sé stesse. Questi elementi ci aiutano a capire che essere pazienti ci farà contemplare il mondo con più sensatezza e capacità di comprensione. Ci permette di “sentire e percepire” nel senso più ampio del termine.
Quando non coltiviamo il dono della pazienza, ci comportiamo in maniera impulsiva e irrazionale, creando o aggravando i nostri problemi e lasciandoci sfuggire moltissime opportunità.

Semplici soluzioni

In realtà, per coltivare la vostra pazienza non avete bisogno di tante cose ma di semplici soluzioni da voi perfettamente attuabili. Eccone alcune:

1.
Respirate

Respirare profondamente è sempre un buon metodo che ci aiuta a riflettere. Quando ci prendiamo dei secondi per respirare, stiamo offrendo una pausa al nostro dialogo interiore.

2.
Scoprite perché avete tanta fretta

Riflettete sulle ragioni che vi rendono impazienti. Se vedete che esagerate, riorganizzate le vostre priorità. Pensarci su, e magari scrivere, vi aiuterà a calmarvi.

3.
Individuate gli elementi che vi rendono impazienti

Può trattarsi del comportamento di altre persone, di situazioni stressanti o addirittura di voi stessi. Tuttavia, il semplice fatto di essere consapevole di tutto ciò vi aiuterà a ridurre l’ansia.

4.
La vostra pazienza è utile o giustificata?

Rispondete a questa domanda in maniera sincera e vedrete che farlo vi infonderà calma. Cercate la risposta dentro di voi e non temete di abbandonare abitudini per voi nocive.

5.
Prendetevi del tempo e aspettate l’inaspettato

Dovete capire che potete anche fare mille piani ma le cose, a volte, non sempre riescono come volete. Accettate il fatto che la ruota gira e che, prima o poi, si fermerà dove desiderate voi. Siate realisti nelle vostre aspettative e comprensivi con gli altri.

6.
 Abbiate fede nel cambiamento e ricordatevi di allenarvi

La pratica rende maestri. Sviluppare la pazienza implica lasciare da parte molte cattive abitudini con le quali convivete da tempo. Così come assimilare qualsiasi insegnamento, coltivare il dono della pazienza richiede temperamento.

Aggiungerei anche di praticare la meditazione guidata o letture come il Transurfing.

Da un punto di vista energetico

In una chiave energetica, potremmo interpretare la pazienza come una buona dose di equilibrio in alcuni stati di coscienza specifici: invece di cedere all’insicurezza/paura (per qualsivoglia motivo) e sfociare così nell’eccesso di controllo per compensazione, ci diamo la possibilità di sfruttare questa forza per aprirci e sintonizzarci col nostro cuore e il nostro intuito.

Essa quindi, porta calma, la calma a sua volta l’ascolto e quest’ultimo porta a ciò che è vero per noi, alla propria verità senza alcun filtro di giudizio (sia interno che esterno). Ci aiuta fortemente a seguire ciò che suggerisce il nostro cuore e ad aver fiducia.

Scegliere di avere pazienza, per quanto possa risultare impegnativo al giorno d’oggi, è forse una delle migliori soluzioni per il proprio benessere psicofisico e la propria felicità.

Auguro una buona pazienza a tutti 🙂
Raffaele

Articolo tratto e rivisitato da: La Mente Meravigliosa

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2 Comments

  1. Raffaele 6 Febbraio 2016at15:17

    Ciao Sebastian, grazie per le tue parole ma è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. L’articolo non è interamente mio, se noti cito la fonte alla fine. Io l’ho semplicemente ampliato e riveduto un po’. In ogni caso sono contento che ti sia piaciuto. Il sito contiene anche vari articoli scritti interamente da me ma, al di là di ciò, il mio obiettivo resta quello di diffondere informazioni e offrire spunti a tema…Indaco 😉

  2. Sebastian Porcu 6 Febbraio 2016at09:38

    Non ho mai sentito parole più vere ed efficaci di queste. Se riesci a toccare le persone con un semplice articolo non oso immaginare cosa sei in grado di fare di persona … Grazie Raffaele

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